Sono molti coloro che, nel corso degli ultimi anni, hanno iniziato a valutare tutti i fattori e le opzioni di cui possono dotarsi per abbattere i costi e ottenere validi risultati anche dai prodotti di scarto, sia per motivi ecologici che per l’abbattimento dei costi (e quindi per risparmiare).
Nonostante il nome richiami processi chimici di elevata natura e portata, occorre sapere che l’osmosi inversa è semplicemente quel procedimento che consente di purificare l’acqua. Tutti noi ci siamo sempre interrogati sul fatto che sarebbe stato proficuo e interessante poter eliminare le impurità da talune sorgenti d’acqua, per rendere quest’ultima potabile o almeno utilizzabile per altri scopi. Grazie al processo di osmosi inversa, ciò è possibile.
Una membrana di tipo semipermeabile viene attraversata dall’acqua, mentre i microrganismi e le impurità rimangono bloccati all’esterno. Nel caso ad esempio in cui si filtrassero due tipi di acque, una proveniente da una fonte pura di acqua e distillata e una invece proveniente dal mare, quindi salina, utilizzando tale membrana la prima acqua filtrerebbe molto di più e il recipiente che la accoglie sarebbe più pieno rispetto all’esperimento effettuato con l’acqua salina. Nello specifico contenitore ove l’acqua presente ha una minore purezza, come ad esempio in questo secondo caso, viene applicata una maggiore pressione, così da superare il compartimento e riuscire a filtrare al massimo: in tal modo si potrà assistere all’inversione del flusso osmotico naturale e, quindi, all’osmosi inversa.
Nonostante siano numerosi gli italiani che, nel corso degli anni, si sono dotati di uno speciale purificatore, in modo da compiere l’osmosi inversa e filtrare l’acqua, rendendola più pura e limpida, ideale da bere, cresce sempre di più la quota di studiosi che, invece, si pongono completamente a sfavore di questo processo. Essi sostengono che l’acqua che subisce l’osmosi inversa presenta un effetto disidratante in quanto attira l’acqua corporea dal corpo dei soggetti, a causa appunto dell’effetto osmotico e, inoltre, essa è destrutturata, pertanto si presenta come molto acida e ossidante. Il PH dell’acqua che subisce il processo di osmosi inversa ha un PH inferiore a 7 e il potenziale di ossido-riduzione è positivo, chiaro segno del fatto che è deionizzata. Tale acqua che si andrà a bere, pertanto, come sostengono gli esperti, favorirebbe la morte delle cellule dei tessuti vitali delle persone e, quindi, causerebbe problemi di elevata natura nel caso in cui la si utilizzasse per periodi prolungati di tempo.