Investire in azioni può essere molto redditizio ma è anche rischioso, dal momento che non esiste la garanzia di rientrare in possesso del proprio capitale, l'andamento dei prezzi delle azioni è imprevedibile e, a differenza di quanto succede con le
obbligazioni, non c'è una scadenza e qualcuno che si impegna a riacquistarle a un prezzo prefissato. Per ridurre i rischi si può scegliere di investire in azioni di società solide, con un'elevata capitalizzazione e il cui prezzo è più difficilmente fluttuante e influenzabile da movimenti speculativi, e soprattutto si dovrebbe diversificare, cioè distribuire gli investimenti tra più titoli diversi e più mercati. Anche se esiste una correlazione fra i mercati, e in genere se crolla Wall Street ci possono essere dei riflessi negativi anche sulle borse europee, il rischio di perdite è comunque minore rispetto ad acquistare un unico titolo.
Le borse hanno degli orari di apertura e di chiusura e le contrattazioni sono ovviamente possibili solo durante l'orario di apertura, ma se si “gioca” anche in borse straniere gli orari, a causa del fuso orario, variano e si può quindi investire tutto il giorno, notte inclusa. In Italia la borsa è a Milano e ci sono borse in tutti i grandi Paesi del mondo, molte delle quali accessibili dall'Italia. New York è la più importante “piazza” finanziaria, come viene chiamata in gergo, a livello globale, con il New York Stock Exchange, Nyse, e il Nasdaq, il mercato dei titoli tecnologici. Le principali borse europee sono invece Francoforte, Londra, Parigi e Amsterdam.
Il vantaggio della borsa italiana è che si possono trovare quotate aziende e società note, sulle quali è più facile reperire informazioni circa la loro solidità e affidabilità, può quindi essere più semplice concentrare i propri acquisti di azioni a livello nazionale, anche se per contro si perde l'opportunità di diversificare gli investimenti su mercati che possono dare possibilità di guadagno.
Chi sceglie di investire in borsa in prima persona, senza affidarsi a un esperto, per curare al meglio gli investimenti ed evitare brutte sorprese dovrebbe non soltanto seguire l'andamento dei titoli che ha acquistato o che intende acquistare, le notizie sulle società emittenti come le previsioni di utili e fatturato e le novità nella composizione del management, ma dovrebbe anche avere consapevolezza dei principali fattori macroeconomici quali la crescita del Prodotto interno lordo, gli avvenimenti politici, la tendenza dei tassi di interesse, dell'inflazione e di alcune materie prime. Tutti fattori, questi, che possono influenzare i mercati, e avere tali cognizioni anche per contesti europei al di fuori del proprio Paese può non risultare per nulla semplice per le conoscenze di una persona media.