Acconto IVA

L'acconto IVA è dovuto da tutti i soggetti sottoposti a liquidazione mensile o trimestrale, dagli enti pubblici che esercitano attività soggette a IVA, come l'erogazione di energia elettrica, gas, acqua.
Per il calcolo dell'acconto IVA vengono comunemente usati tre modelli di calcolo e si possono usare indifferentemente a seconda della convenienza.
Il metodo storico prevede un acconto pari all'88 per cento calcolato sulla dichiarazione annuale Iva o sul Modello Unico, in alternativa all'ultimo trimestre dell'anno precedente o, ancora, all'ultimo mese dell'anno precedente. Queste opzioni si applicano a seconda del tipo di contribuente: mensile, trimestrale o trimestrale “speciale”.
Il metodo previsionale viene utilizzato per attività che hanno un volume di affari stabile nel tempo e che, pur subendo variazioni di bilancio, è prevedibile. Anche in questo caso l'acconto è pari all'88 per cento di quanto si dovrebbe versare e calcolato sui parametri dell'ultimo mese o dell'ultimo trimestre dell'anno precedente o, ancora, sulla dichiarazione IVA dell'anno precedente.
L'ultimo metodo di calcolo utilizzato per l'acconto IVA, è il metodo analitico e si basa sulle operazioni fatte fino al 20 dicembre. In questo caso l'acconto è pari al 100 per cento dell'importo risultante da fatture emesse e fatture non ancora registrate e fatture ricevute.
Indipendentemente dal modello di calcolo scelto, l'importo dell'acconto è calcolato sulla differenza tra l'IVA spesa e l'IVA incassata nel periodo di riferimento, che può essere annuale nel caso dei contribuenti mensili e trimestrale per i contribuenti che scelgono un regime trimestrale.
L'eventuale pagamento dell'IVA viene effettuato in via telematica con Modello F24 ed è possibile sottrarre dall'importo eventuali crediti maturati con dichiarazioni precedenti. Per il versamento è necessario indicare i codici relativi al regime IVA (trimestrale o mensile).
Per i soggetti a contabilità separata si effettua un calcolo distinto per ogni attività esercitata e soggetta a IVA e, quindi, verrà effettuato un versamento per ogni dichiarazione separata.
Per il calcolo dell'acconto IVA vengono comunemente usati tre modelli di calcolo e si possono usare indifferentemente a seconda della convenienza.
Il metodo storico prevede un acconto pari all'88 per cento calcolato sulla dichiarazione annuale Iva o sul Modello Unico, in alternativa all'ultimo trimestre dell'anno precedente o, ancora, all'ultimo mese dell'anno precedente. Queste opzioni si applicano a seconda del tipo di contribuente: mensile, trimestrale o trimestrale “speciale”.
Il metodo previsionale viene utilizzato per attività che hanno un volume di affari stabile nel tempo e che, pur subendo variazioni di bilancio, è prevedibile. Anche in questo caso l'acconto è pari all'88 per cento di quanto si dovrebbe versare e calcolato sui parametri dell'ultimo mese o dell'ultimo trimestre dell'anno precedente o, ancora, sulla dichiarazione IVA dell'anno precedente.
L'ultimo metodo di calcolo utilizzato per l'acconto IVA, è il metodo analitico e si basa sulle operazioni fatte fino al 20 dicembre. In questo caso l'acconto è pari al 100 per cento dell'importo risultante da fatture emesse e fatture non ancora registrate e fatture ricevute.
Indipendentemente dal modello di calcolo scelto, l'importo dell'acconto è calcolato sulla differenza tra l'IVA spesa e l'IVA incassata nel periodo di riferimento, che può essere annuale nel caso dei contribuenti mensili e trimestrale per i contribuenti che scelgono un regime trimestrale.
L'eventuale pagamento dell'IVA viene effettuato in via telematica con Modello F24 ed è possibile sottrarre dall'importo eventuali crediti maturati con dichiarazioni precedenti. Per il versamento è necessario indicare i codici relativi al regime IVA (trimestrale o mensile).
Per i soggetti a contabilità separata si effettua un calcolo distinto per ogni attività esercitata e soggetta a IVA e, quindi, verrà effettuato un versamento per ogni dichiarazione separata.