Bollo moto
Il bollo moto per ciclomotori e mini-car (fino a 50 cc) e per motocicli (a cilindrata superiore) segue regole parzialmente differenti.
Nel primo caso, il bollo va pagato solo se il mezzo è utilizzato su strade pubbliche: sono invece esenti dalla tassa i ciclomotori che rimangono inutilizzati durante tutto l’anno solare. Il pagamento, in qualsiasi momento venga effettuato, è valevole fino al 31 dicembre dell’anno corrente. Il contrassegno, poi, deve essere sempre a disposizione del motociclista: su richiesta, esso deve infatti essere esibito alle forze dell’ordine.
Per quello che riguarda i motocicli, il bollo moto diventa invece una “tassa di possesso” (come il bollo auto): va cioè pagata anche qualora il mezzo non venga utilizzato. A differenza della tassa automobilistica, tuttavia, il pagamento deve essere effettuato in due soli periodi dell’anno: a febbraio e ad agosto.
In entrambi i casi, per calcolare l’importo basta digitare la targa del veicolo sul sito dell’Automobile Club d’Italia (ACI: clicca qui). Varie sono le modalità con cui può essere effettuato il pagamento: all’ACI, alla posta, presso le agenzie di pratiche automobilistiche, in tabaccheria con sistema Lottomatica, oppure (in alcune regioni) on-line. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, cliccare qui.
L’entità del bollo dipende principalmente dalla potenza in chilowatt del mezzo, ma non solo. La classe di inquinamento (Euro 1, Euro 2, ecc) costituisce un fattore indispensabile per il calcolo dell’importo da versare: minore è la classe di appartenenza, maggiore è l’importo stesso.
Sono invece esenti dal pagamento del bollo alcuni veicoli di interesse storico: è sufficiente che siano iscritti a dei registri storici e abbiano un’età (a seconda della legislazione regionale) compresa tra venti e trenta anni. È tuttavia presente, in questi casi un mini-bollo (variabile dai 25 ai 30 euro di regione in regione) solo nel caso che il mezzo venga utilizzato.
Nel primo caso, il bollo va pagato solo se il mezzo è utilizzato su strade pubbliche: sono invece esenti dalla tassa i ciclomotori che rimangono inutilizzati durante tutto l’anno solare. Il pagamento, in qualsiasi momento venga effettuato, è valevole fino al 31 dicembre dell’anno corrente. Il contrassegno, poi, deve essere sempre a disposizione del motociclista: su richiesta, esso deve infatti essere esibito alle forze dell’ordine.
Per quello che riguarda i motocicli, il bollo moto diventa invece una “tassa di possesso” (come il bollo auto): va cioè pagata anche qualora il mezzo non venga utilizzato. A differenza della tassa automobilistica, tuttavia, il pagamento deve essere effettuato in due soli periodi dell’anno: a febbraio e ad agosto.
In entrambi i casi, per calcolare l’importo basta digitare la targa del veicolo sul sito dell’Automobile Club d’Italia (ACI: clicca qui). Varie sono le modalità con cui può essere effettuato il pagamento: all’ACI, alla posta, presso le agenzie di pratiche automobilistiche, in tabaccheria con sistema Lottomatica, oppure (in alcune regioni) on-line. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, cliccare qui.
L’entità del bollo dipende principalmente dalla potenza in chilowatt del mezzo, ma non solo. La classe di inquinamento (Euro 1, Euro 2, ecc) costituisce un fattore indispensabile per il calcolo dell’importo da versare: minore è la classe di appartenenza, maggiore è l’importo stesso.
Sono invece esenti dal pagamento del bollo alcuni veicoli di interesse storico: è sufficiente che siano iscritti a dei registri storici e abbiano un’età (a seconda della legislazione regionale) compresa tra venti e trenta anni. È tuttavia presente, in questi casi un mini-bollo (variabile dai 25 ai 30 euro di regione in regione) solo nel caso che il mezzo venga utilizzato.
