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Jobs Act

Jobs Act
Per Jobs Act (termine inglese che i meno avvezzi alla lingua confondono scrivendo Job Acts) si intende una nuova legge sul lavoro attraverso cui il governo Renzi ha realizzato una serie di riforme nel mondo del lavoro che hanno modificato in profondità anche tutto quello che è in qualche modo collegato con il lavoro, e quindi anche pensioni, ammortizzatori sociali, contratti e molto altro.

L’obiettivo del Jobs Act, che è una riforma del lavoro, era quello di rielaborare e ridurre il gran numero di tipologie di contratti lavorativi esistenti; un esempio pratico è quello del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti indirizzato ai nuovi assunti, che si vedranno attribuire maggiori tutele sull'anzianità lavorativa.

Andando maggiormente nel dettaglio, la riforma Renzi sul lavoro prevede una serie di misure previste dai decreti attuativi del disegno di legge. Per quanto riguarda i contratti stabili grazie al Jobs Act, saranno promossi quelli a tempo indeterminato a tutele crescenti, mentre per quanto concerne i licenziamenti, il reintegro sarà previsto solo nel caso in cui il licenziamento dovesse essere a sfondo discriminatorio o disciplinare.

Il Jobs Act stabilisce anche nuove norme per quanto concerne il trattamento di disoccupazione grazie alla cosiddetta storia contributiva del disoccupato a cui verrà rapportata la durata del trattamento di disoccupazione. La legge sul lavoro ha anche stabilito l’introduzione della Naspi, che prenderà il posto delle Aspi e mini-Aspi (indennità di disoccupazione) e durerà 24 mesi, e la Dis-Coll, ovvero l’indennità di disoccupazione prevista specificatamente per eventuali collaboratori.

Il Jobs Act ha anche diminuito le tipologie di contratto abolendo, ad esempio, quelli di collaborazione a progetto e modificando quelli di apprendistato e a termine senza causale, che saranno prolungabili fino a un massimo di 5 volte per 36 mesi. Anche il congedo parentale facoltativo verrà esteso e rimarrà quello retribuito fino al 30% e fino al compimento del sesto anno di età dei figli. Non solo, il congedo parentale non retribuito attraverso questa riforma verrà esteso fino ai 12 anni rispetto agli 8 e sarà possibile per i lavoratori chiedere un impiego part-time al posto del congedo.

Il Jobs Act infine stabilisce anche che il demansionamento dei dipendenti sarà possibile qualora l’azienda avesse bisogno di una totale riorganizzazione o ove previsto in alcuni particolari contratti collettivi a livello nazionale o aziendale.

Altre novità previste dalla riforma sul lavoro sono la modifica della cassa integrazione, che non sarà più prevista e per cui sarà rivista la durata e la partecipazione aziendale una volta cessata l’attività aziendale, e la semplificazione, che prevede che molti adempimenti a carico di cittadini e imprese possano essere svolti per via telematica.

Non solo, il Jobs Act ha anche apportato modifiche ai contratti di solidarietà per cui sarà applicata la semplificazione relativa alle tipologie situazionali in cui potrebbero essere applicati tali contratti con l’obiettivo delle aziende di aumentare il numero di dipendenti riducendone orari e retribuzione.

La riforma del lavoro ha anche previsto la fine delle dimissioni in bianco rendendo possibile effettuare le dimissioni solamente per via telematica.

Infine il Jobs Act ha sancito, dall'inizio del 2016, l’attivazione dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal) e ha introdotto i controlli a distanza per cui le aziende potranno assegnare ai propri dipendenti strumenti tecnologici come tablet, con l’obbligo di informare come utilizzare tali strumenti.