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Contratto a progetto

Contratto di lavoro a progetto
Il contratto a progetto, o contratto di collaborazione a progetto, il cosiddetto co.co.pro., rappresenta una sorta di evoluzione del contratto di collaborazione coordinata e continuativa, il co.co.co., e prevede che il collaboratore non sia un lavoratore dipendente, non sia cioè sottoposto a vincoli di subordinazione nei confronti del committente.

Il collaboratore deve svolgere l'attività prevista gestendola in modo autonomo; l'autonomia è infatti proprio una delle caratteristiche imprescindibili che definiscono un rapporto di lavoro come a progetto. Se l'attività è invece svolta con modalità analoghe a quelle dei lavoratori dipendenti dell'impresa committente, il rapporto di collaborazione è convertito in lavoro subordinato a tempo indeterminato, con la sola eccezione dei casi in cui le prestazioni siano di elevata professionalità.

Il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi e ripetitivi o essere una riproposizione dell'oggetto sociale del committente, ma deve essere riconducibile a uno o più progetti specifici ed esplicitati, gestiti appunto autonomamente dal collaboratore e collegati a un determinato risultato finale.

Il contratto di lavoro a progetto deve essere stipulato in forma scritta e contenere obbligatoriamente alcuni elementi. È necessario che indichi la durata, la descrizione del progetto e del risultato finale, il compenso, i criteri per la sua determinazione, i tempi e le modalità di pagamento e dei rimborsi spese. E poi le forme di coordinamento, anche temporale, sull'esecuzione tra lavoratore a progetto e committente, senza che queste possano pregiudicare l'autonomia del collaboratore, e le eventuali misure per la tutela della sua salute e sicurezza.

Il rapporto è legato al raggiungimento degli obiettivi stabiliti, indipendentemente dal tempo impiegato per svolgere l’attività lavorativa. Ciò ha come contropartita che spesso non viene debitamente tenuto in considerazione il monte ore necessario, anche se per legge il compenso corrisposto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e non può essere inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi per le mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati o, in assenza di contratti collettivi specifici, non deve essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi per le figure analoghe a quelle del collaboratore a progetto.